Lo sguardo languido
contrastava spesso con le tue azioni
che ai più apparivano
scevre di buon cuore.
Quei tuoi occhi poveri
s’inumidivano al tentennare della Grazia
e alla voce dell’Infinito,
anche se un orgoglio cieco
lasciava amara la bocca di chi t’amato.
Sognavi spesso il lago
che ti donò i natali.
Cadevi assorto alla visione
di quei floridi parchi
baciati dalle acque tinte di smeraldi.
Ricordavi un padre che lasciò quei luoghi
per rendere onore a una patria informe
e alla tua casa
di cui il fatal destino
ti consegnò prematuro le sue chiavi. |